Una nuova truffa è stata segnalata dagli utenti: alcuni malintenzionati, fingendosi l’Inps, ingannano i cittadini annunciando l’arrivo di un nuovo bonus.
Migliaia di utenti, ogni anno, denunciano tentativi di truffa online o messi atto ai loro danni da criminali attraverso chiamate o Sms. Un fenomeno, dunque, in costante crescita che ha spinto enti, associazioni di consumatori e forze dell’ordine a fornire consigli utili ai cittadini per cercare di metterli in guardia e proteggersi dalle frodi.
Nelle ultime settimane, è stato segnalato un nuovo tentativo di raggiro: in questo caso, i truffatori si fingono l’Inps affermando in un Sms inviato agli utenti che è in arrivo un nuovo bonus da 280 euro per i contribuenti. Si tratta, in realtà, di un escamotage ideato per entrare in possesso dei dati delle carte di credito o dei conti correnti delle vittime per sottrarre poi loro denaro. Per questa ragione, è necessario prestare molta attenzione ai messaggi che si ricevono.
Si sta diffondendo, in queste ultime settimane, una nuova frode escogitata dai truffatori per ingannare i cittadini. Il raggiro consiste in un messaggio inviato agli utenti in cui si parla di un fantomatico contributo da 280 euro erogato dall’Inps.
I malviventi, difatti, si fingono l’Istituto di previdenza sociale per raggirare i cittadini. Nello specifico, viene richiesto di cliccare su un link, presente nel testo del messaggio per ricevere il contributo. A quel punto, se l’utente clicca sul link, si aprirà un sito web molto simile alla pagina ufficiale dell’Inps in cui si richiede di compilare un form per il bonus inserendo i dati personali e le coordinate bancarie o di una carta prepagata su cui dovrebbero essere accreditate le somme.
Come si può notare, si tratta dell’ennesimo tentativo di phishing, tipologia di raggiro attraverso cui i malintenzionati cercano di entrare in possesso dei dati personali dell’utente, per commettere illeciti, o dei dati di conti correnti o carte prepagate per poi svuotarle.
In prima battuta, è necessario sapere che nessun ente, Inps compreso, chiederà mai ai contribuenti di fornire dati personali o coordinate bancarie via Sms, email o telefonicamente. Richieste come quelle appena descritte, dunque, rappresentano una frode.
Inoltre, come accade per altre truffe, per riconoscere i raggiri, bisogna verificare il destinatario del messaggio. È bene anche controllare con attenzione il testo e la pagina che eventualmente si apre. Qui potrebbero essere presenti errori grammaticali ed i nomi dell’ente potrebbero non essere quelli reali, ad esempio potrebbero essere seguiti da un numero (Inps1) o le lettere potrebbero essere state invertite (Ipns).
Il primo consiglio quando si ricevono email, chiamate o sms sospetti è quello di non rispondere e, soprattutto, mai fornire dati personali o credenziali bancarie. È possibile anche contattare, utilizzando i canali ufficiali, l’ente o l’istituto bancario in questione per chiedere qualsiasi tipo di chiarimento e verificare il contenuto del messaggio.
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